La Chiesa di San Mauro

Il racconto della storia o meglio, della leggenda, che lega l’area denominata Rupi di San Mauro al Santo è affidata ad uno scritto tra i più completi e articolati (cfr. Gianfranco Scrimieri. Immagine e storia della Chiesa di San Mauro in territorio di Sannicola).

Tutto ha inizio nelle cavità che si aprono a ridosso dell’edificio, si racconta che proprio su una di esse fu edificata la Chiesa in onore del Martire Mauro il quale trasferito dalla Libia a Roma (284) per essere punito, in quanto cristiano, vi morì martire. Il suo corpo fu trafugato dai compagni per essere riportato in patria, durante il viaggio inseguiti da una galea romana, si rifugiarono sull’Altolido; qui vennero uccisi ma il corpo del Santo non potè essere bruciato.

I soldati imbarcarono il corpo e ripartirono ma, a largo di Gallipoli naufragarono. E’ a questo punto che gli abitanti edificarono in questo luogo la chiesa a lui dedicata. Questa la leggenda…la storia racconta, invece, che la chiesa appartenuta a i Preti fu ceduta ai Basiliani del Monastero di Santa Maria delle Servine di Gallipoli. Nel 1284, Carlo d’Angio distrugge Gallipoli e il Monastero, è a questo punto che i Basiliani si rifugiano definitivamente sulla collina di San Mauro costituendo un vero e proprio nucleo religioso collante per i contadini scampati al massacro che, nel frattempo si erano rifugiati nei piccoli agglomerati urbani di Rodogallo, S. Nicola e Lizza.

Il Prof. Adriano Prandi

«La chiesa è di tipo nordico, e ha perfino le navatelle coperte da volte zoppe, come di regola nelle grandi cattedrali pugliesi; eppure la decorazione è schiettamente orientale», osserva il prof. Adriano Prandi.

Egli scorge, tra gli affreschi ancora evidenti di S. Mauro, due correnti «quella dei pittori di immagini e quella dei pittori di 'storie'. Le immagini si notano sulla volta della navata mediana, sui sott'archi; le storie al di sopra degli archi (la Medea vi scorge una «dormizione della Vergine»).

Sulla volta della navata centrale sono rappresentati in altrettanti riquadri dodici busti di santi per parte, in due zone. Ciascun santo ha il suo rotulo con iscrizioni greche poco chiare. Solo alcune figure della parte sinistra della volta sono visibili: se ne distingue la vivacità del colore e i lineamenti del santo raffigurato. Al di sotto di medaglioni e «storie», sui pennacchi, figure di Evangelisti o Profeti, assisi tra le poche linee geometriche delle abitazioni, sovrastano altre immagini di santi affrescate sui pilastri e sui sottarchi. Su ciascun pilastro sono dipinte due figure di santi che si allungano per tutto l'arco, dividendolo.

Le teste dei santi vanno a incontrarsi alla sommità dell'arco. Si possono decifrare solo alcune iscrizioni, peraltro con qualche interrogativo. L'individuabilità dei colori esatti va in gran parte collegata alla decifrabilità delle iscrizioni rimaste. I tratti di contorno risultano comunque marcati, le tinte tenui. Una Madonna col Bambino, forse la migliore composizione pittorica, sulla faccia del primo pilastro volta verso l'abside, quasi del tutto scomparsa.